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Dott.  Nicola MENGOLI

Vi fornirà consigli sulla salute e l'igiene dei vostri animali.


ALCUNE INFORMAZIONI SULLA GRAVIDANZA, IL PARTO E LE PRIME FASI DI LATTAZIONE DELLA CAGNA

DIAGNOSI

La diagnosi più precoce di gravidanza può essere effettuata tramite un'indagine ecografica, procedura assolutamente innocua ed efficace, che ha come unica preparazione il digiuno del paziente da 12 ore. Tramite questa indagine siamo in grado di individuare le vescicole embrionali già dal 20° giorno di gravidanza, l'itto cardiaco dei feti attorno al 25°. Una conferma sulla vitalità dei feti la avremo al 35° giorno . Una volta accertato lo stato di gravidanza, si consiglia di effettuare uno screening di base sul sangue che comprenda emocromocitometrico con formula e un profilo biochimico di base. Attorno al 53° giorno dal coito, quando i feti sono già ossificati, è consigliabile effettuare uno studio radiografico, unico mezzo efficace per stabilire il numero dei cuccioli presenti; in tal modo, sapremo quanti aspettarcene. In linea generale le razze nane partoriscono da uno a quattro cuccioli, mentre quelle di dimensioni maggiori arrivano a 8-10 sino  12 cuccioli.

Per quanto riguarda la durata della gestazione, essa varia da soggetto a soggetto, anche in funzione del numero di feti presenti: le gravidanze con cucciolate numerose tenderanno ad un decorso leggermente abbreviato (56-57 giorni), mentre quelle con uno o due cuccioli soltanto risulteranno leggermente protratte (58-60 giorni).


NUTRIZIONE E CURA DELLA GESTANTE

·        Fino a circa metà della gravidanza, l’alimentazione dovrebbe essenzialmente basarsi su alimenti commerciali di ottima qualità, in grado di apportare un equilibrato apporto dei vari nutrienti. . Dalla quinta settimana di gestazione si può passare ad un alimento commerciale per cuccioli. Quantitativamente, la razione dovrebbe rimanere invariata nelle prime 4 settimane, per subire poi un incremento, se gradito dalla gestante, a partire dalla quinta settimana. Si inizierà ad incrementare la quantità gradatamente (20-25%) fino a raggiungere un aumento del 50% all’8°-9° settimana; preferibilmente dividendola in due-tre pasti giornalieri. Dopo il parto, la quantità aumenterà ancora, fino ad arrivare alla 2°-3° settimana di lattazione ad una razione giornaliera doppia a quella pre-gravidanza per poi tornare normale alla fine della quarta, quando sarà completato lo svezzamento dei cuccioli. E’ buona norma mantenere fino a quel momento i due-tre pasti giornalieri e separare la mamma dai cuccioli al momento del pasto. In corso di allattamento molte femmine infatti tendono a dimagrire proprio per carenza di tempo per alimentarsi.

·        Nel caso in cui si opti per una dieta casalinga, dovrebbe venire integrata con prodotti commerciali multivitaminici. Nonostante le richieste di calcio possano risultare triplicate rispetto alla soglia di mantenimento in tarda gravidanza e in lattazione iniziale, la cagna con una dieta bilanciata sopperisce a queste richieste incrementando la quantità di cibo ingerito; si può comunque integrare la dieta casalinga con 2-3 uova sode a settimana, compreso il guscio tritato fine fine, o con un infuso di lampone quotidianamente. E’ vivamente sconsigliato somministrare integratori di soli calcio e vitamina D!

·        Un modesto esercizio fisico quotidiano (passeggiata) svolge certamente un effetto positivo sulla gestante

·        Il peso della femmina gravida dovrebbe mantenersi pressoché costante per le prime 4 settimane, per aumentare poi gradatamente fino al parto; il peso ottimale immediatamente dopo il parto non dovrebbe superare il 10-15 % di quello precedente la gravidanza.

·        Prima di somministrare un qualsiasi farmaco, passare parola al veterinario!

 

 

 

 

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ASSISTENZA AL PARTO

·        La cuccia ideale per il parto dovrà essere sufficientemente ampia da permettere alla gestante di distendersi comodamente, lasciando spazio alla cucciolata; lateralmente sarà chiusa da pareti sufficientemente elevate da permettere il libero accesso alla mamma, impedendo l’uscita dei cuccioli sino a 4-6 settimane. Si consiglia di lasciarla a disposizione della cagna già 1-2 settimane prima del parto, in modo tale da farla abituare. Sul pavimento asciugamani e stracci sono da preferire a carta di giornale. La cuccia, infine, dovrà essere posta in ambiente caldo e familiare, ma che conceda anche un certo grado d’isolamento e tranquillità.

·        In corso di parto il proprietario dovrà disporre di canovacci puliti per eventualmente asciugare i cuccioli dagli abbondanti e scivolosi liquidi fetali, di un paio di forbici, di tintura di iodio e di un termometro.

·        Infatti, un modo molto semplice per stabilire l’imminenza del parto, consiste nel misurare la temperatura rettale della cagna due volte al dì: quando dalla normale temperatura di circa 38.5°C, si scende sotto i 37°C o addirittura ai 36.5°C, solitamente si è distanti 10-24 ore dal parto.

·        La prima fase del parto comprende modificazioni fisiche della cagna delle quali potremmo anche non accorgerci, se non trovarla più inquieta, nervosa, anoressica. Molti soggetti nelle fasi terminali, ricercano l’isolamento e/o rifugio. Al proprietario non resta che procurale un ambiente tranquillo e isolato.

·        Seguirà poi una fase dilatativa, nella quale la cagna solitamente si manterrà su un fianco o seduta in appoggio sui calcagni; inizieranno i premiti, seguiti dall’espulsione del primo feto. Il tempo tra l’espulsione di due feti è molto variabile, anche in corso di uno stesso parto. Un arresto superiore alle 4-6 ore è un segno negativo, ma il veterinario dovrà essere interpellato già dopo mezz’ora - un’ora di vane doglie espulsive! Anche fenomeni di paura, nervosismo o effetti di disturbo possono provocare interruzione del parto.

·        Dopo 5-15 minuti dall’espulsione di uno o due neonati, segue l’espulsione delle loro placente; la mamma potrebbe ingerirle e poi rimetterle; questo è un comportamento del tutto normale, ma non la si deve costringerla a farlo! Sarebbe opportuno assicurarsi che le placente espulse siano in numero uguale ai feti altrimenti riferirlo al veterinario.

·        Se, e solo se, la mamma non lecca i neonati, si dovrà provvedere entro pochi minuti (1-3) ad allontanare i residui di placenta ponendo il cucciolo in un telo soffice e pulito, usandone un angolo per asciugarlo strofinandolo energicamente, e a rimuovere da naso e bocca i residui di liquido amniotico. Se la mamma non amputa coi denti il cordone ombelicale, bisognerà disinfettarlo con tintura di iodio o betadine e reciderlo con forbici pulite nel tratto compreso tra due piccoli lacci annodati rispettivamente a circa 2.5-3 cm dalla pancina.

·        I cuccioli dovranno essere lasciati tranquilli; se si nota che mostrano difficoltà all’individuare le mammelle e ad attaccarsi, si può mungere delicatamente un capezzolo in modo che si formi una goccia e avvicinare la bocca del cucciolo al capezzolo in modo che avverta l’umido.

·        Dopo il parto la cagna presenterà perdite inodori verdi o marrone-rossastro scuro dalla vulva che si potranno protrarre fino 6 settimane. Alcune cagne sane possono continuare anche fino a 8-12 settimane; sarà bene contattare comunque il veterinario anche se, se le loro condizioni generali si mantengono buone, tali perdite dovranno ritenersi normali.


SINTOMI DI COMPLICAZIONI

E’ meglio interpellare il veterinario se si osservano i seguenti problemi:

·        Perdite dalla vulva durante la gravidanza

·        Mancata espulsione di feti da più di un’ora dall’inizio del travaglio o dall’espulsione del feto precedente

·        Ritenzione di una o più placente

·        Tremori o convulsioni della mamma durante il parto o nei primi giorni di lattazione

·        Infiammazione e/o dolore alle mammelle, rifiuto ad allattare, latte maleodorante

 

 

 

 

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